09 febbraio 2025
Tutti (io per primo) occupati a "discettare" sui minimi e massimi sistemi (sui rapporti Meloni-giudici; sulla "rivoluzione copernicana" di Trump) ci siamo distratti rispetto ad altri fatti. Non si hanno infatti molte notizie e analisi (tranne sulla stampa estera) su ciò che sta succedendo in Serbia ad opera degli studenti, che hanno messo in crisi il Governo e che definiscono il loro movimento come autonomo da tutti i partiti e dalla dialettica politica ufficiale. Sembra che si muovano al di fuori degli schemi e delle contrapposizioni tradizionali. Belgrado non è Parigi; il 2025 non è il Sessantotto. Comunque, sembra che la cosa interessi poco: e, di conseguenza, da giorni non si hanno più notizie dal mainstream. In coda, e quasi di sfuggita, si dà notizia di un aggravarsi ed estendersi delle stragi e dei morti civili nel nord della Cisgiordania, oltre i dintorni di Jenin, ad opera dell'IDF.
Ciò che succede nella Repubblica democratica del Congo, nella zona al confine col Ruanda (zona ambita dal Ruanda e dalle multinazionali "occidentali", perché ricca di materie prime e minerali rari) e che assume le proporzioni di una strage e violazione dei diritti umani, non viene considerato, condannato e contrastato: forse perché gli interessi (e le responsabilità) in gioco sono "inconfessabili". Una domanda. chi sovvenziona ed arma il M23 e il Ruanda? Con le dovute differenze, questa zona della Repubblica Democratica del Congo mi ricorda il Donbass dell'Ucraina. La posta in gioco è la stessa: con la differenza che, nel caso africano, è il "piccolo" (Ruanda) che attacca il "grande" (Repubblica Democratica del Congo). Lascio al lettore indovinare chi appoggia chi!
Elena Drago
Quante cose ci sfuggono, è molto difficile star dietro alle informazioni (quando ce n'è) e per di più ho l'impressione che aumenti sempre la quota di chi ci rinuncia del tutto, non solo tra i giovani. Ci vuole tanta energia per continuare a resistere, cercare di opporsi o almeno sensibilizzare gli insensibilizzati. Per me la tua pagina, benché io mi connetta "a singhiozzo", è sempre una fonte di informazione e riflessione approfondita. Grazie Umberto!
11 febbraio 2025
La nostra presidente del Consiglio sembra essere "defunta" per quanto riguarda la vita del Parlamento, dove latita da settimane. Ho però visto in TV che è ben viva e "attiva" nel saluto-comizio all'Assemblea della CISL, dove ha attaccato (senza, come consueto, nominarli!) gli altri due sindacati confederali, CGIL e UIL, accusandoli di non essere, al contrario della CISL. "collaborativi" con il Governo; di non fare gli interessi dei lavoratori; di curare solo l'interesse del proprio sindacato; e infine - accusa più "infamante" - di fare "politica" di conserva ai partiti d'opposizione, Pd in testa. A parte il "cattivo gusto" di parlar male di un altro sindacato ad un'assemblea sindacale, si conferma qui sia il consueto atteggiamento divisivo e di "mettere zizzania" (poco consono al suo ruolo istituzionale); sia la divisione netta tra "amici" (quelli del: "Signor sì!") e "nemici" (quelli del: "Signor no!) e l'attribuzione a questi ultimi la ragione delle sue difficoltà (il solito vittimismo).
Giorgia Meloni (forse era questo che voleva) ha di fatto sancito per la CISL la stessa "POLITIZZAZIONE" (questa volta, dalla SUA parte), attribuita a CGIL e UIL. Però, la cosa per me più preoccupante è stata che alla fine di questo comizio la platea è esplosa in un caloroso e lungo applauso. Già da tempo si è invertita la rotta verso l'unità dei sindacati confederali e la CISL, con la motivazione dell'autonomia sindacale (?), si è "dissociata" dalle iniziative di CGIL e UIL, indebolendo la forza contrattuale dei sindacati, anche nei (scarsissimi e tardivi) "tavoli di confronto" col Governo. Mi sembra che anche su questo piano siamo tornati molto, molto indietro: all'epoca del "sindacato giallo".
Sono vecchio, ma non così sordo da non aver sentito il rumore assordante di quegli applausi, che mi hanno suscitato brutti ricordi. Per le mie giovanili esperienze sindacali, io mi sarei sentito offeso da un discorso simile e avrei reagito von un gelido silenzio. Ma evidentemente i tempi e le persone sono cambiate.
13 febbraio 2025
L' Assemblea dei delegati CISL ha eletto Daniela Fumarol nuova Segretaria del sindacato, al posto dell'uscente Luigi Sbarra. Le prime "esternazioni" della neo-eletta devono essere risultate come miele alle orecchie di Giorgia Meloni, che aveva appena dato del "tossico" a Maurizio Landini. Luigi Sbarra è andato al convegno dei "centristi" cattolici del PD. Il mio (incallito!) pessimismo (o andreottiano "pensar male") fiuta aria di neocentrismo: comunque, di una brutta aria per Elly Schlein.
14 febbraio 2025
Mi frulla nel cervello da giorni una riflessione che può sembrare azzardata e strampalata, ma che lascio al giudizio dei lettori. Riguarda il progetto trumpiano di (ri)costruire sulle macerie di Gaza un bellissimo grande resort turistico- balneare (la "Riviera del Medio-oriente" o la "Miami del Mediterraneo"), dopo averne "volontariamente" sloggiato i due milioni di abitanti palestinesi (cosiddetti "Gazawi") sopravvissuti alla "coventrizzazione" israeliana. Provo a guardarlo da una particolare prospettiva: come, nella sua tragica realtà, la prefigurazione (ed insieme, raffigurazione), il compendio e il possibile esito finale di un modello di società e di ed economia, esse sì inquinanti e tossiche. Vorrei che provassimo ad accostare su una stessa schermata da una parte il "rendering" del "Progetto Trump" (ce ne sono già di simili con tanto di costi, investimenti e localizzazione dei terreni) da una parte; e le immagini dei tanti resort turistici presenti nelle coste dell'Italia (e non solo). Ci renderemmo conto che già da tempo noi abbiamo "bombardato" e distrutto, a vantaggio di pochi tycoon edilizi nostrani, le nostre città, le nostre coste, le nostre montagne. Insomma, a parte questi pochi, siamo tutti diventati come i Gazawi. Si è detto che l'edilizia è il settore trainante dell'economia italiana: purtroppo lo è stato nel suo aspetto deteriore: quello della selvaggia speculazione edilizia privata, favorita dalla mancanza di una Legge Urbanistica Nazionale. A parte il Piano Fanfani, non c'è stata in Italia una programmazione di edilizia popolare ed un controllo del mercato immobiliare e dei suoi prezzi, che sono oggi ad un livello insostenibile per la grande maggioranza dei residenti. E che sono ulteriormente "spinti" dall'abnorme sviluppo dell'economia turistica, che sta fagocitando gli altri settori produttivi. Ci si lamenta che i nostri giovani emigrano. Anche nella provincia autonoma di Bolzano, una delle più ricche e "produttive" d'Italia, risulta una preoccupante fuga "volontaria" nelle vicine Austria e Germania dei giovani più qualificati. Nelle città universitarie sono pochissimi e del tutto insufficienti gli studentati e le camere in affitto hanno costi proibitivi. Nelle località turistiche, anch'esse riempite e deturpate dalla speculazione edilizia delle "seconde case", i prezzi sono alle stelle e mancano gli alloggi sia per i giovani residenti, sia per i lavoratori stagionali. Insomma, siamo tutti "assediati" (e contemporaneamente "assedianti") da un "over tourism" e da una bolla edilizia che NOI STESSI abbiamo generato. Siamo costretti: se anziani e possidenti, a resistere nelle nostre abitazioni; se giovani e nullatenenti, a "delocalizzarci" (volontariamente!). L'immagine di Gaza distrutta è l'immagine della nostra ex-"bell' Italia". Del resto Trump ha iniziato il suo impero con speculazioni edilizie: come, in Italia, un certo Silvio Berlusconi.
15 febbraio 2025
Ieri,14 febbraio, oltre al Festival di Sanremo e a San Valentino, il mainstream italiano si è prodigato in una unanime esecrazione della protesta della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, per alcune affermazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella parte finale della sua "Lectio magistralis" all' Università di Marsiglia. Mi permetto di fare alcune considerazioni che possono apparire "controcorrente", ma che richiamano ai contenuti di suddetta "Lectio" e alla possibilità che alcuni di essi abbiano dato adito a "fraintendimenti" e conseguente irritazione. Nel suo discorso, Mattarella metteva in guardia sugli effetti negativi per le democrazie dell'affermarsi di "tecno-oligarchie", molto più potenti delle strutture statuali, ridotte ad una posizione che riproduce quella del medioevale vassallaggio. Mattarella parla su un piano di analisi generale e non "individualizza" il suo riferimento storico specifico (Trump e Musk). Mattarella mette in evidenza la logica di questo "nuovo ordine" (in realtà, "disordine"): competizione violenta (non solo commerciale); espansionismo territoriale (teoria dello "spazio vitale"); nazionalismo suprematista. In base alla sostanza del discorso di Mattarella, ampiamente condivisibile, è corretto interpretare i conflitti attuali come competizioni tra più o meno grandi e potenti complessi oligarchici, che tendono ad accaparrarsi il possesso e lo sfruttamento delle materie prime. Indicativo il fatto che Trump abbia quantificato il valore delle "terre rare" in Ucraina e proposto di scambiarle con una somma equivalente in armamenti. La natura della guerra in Ucraina è quella della competizione tra diversi oligarchi (russi, ucraini e "occidentali") per il possesso delle enormi ricchezze agricole, minerarie e nucleari di questo territorio (in particolare, del Donbass). L' analisi critica di Mattarella può a buon diritto riferirsi, oltreché a Trump-Mask, anche all'"oligarca" Putin. Mi permetto però di notare il salto logico (e l'errore) di Mattarella, quando, riferendosi al fallimento della Società delle Nazioni e allo scoppio della Seconda guerra mondiale, dice: "Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L' ODIERNA AGGRESSIONE RUSSA E' DI QUESTA NATURA" (il carattere maiuscolo dell'ultima frase è mio). Non si può negare che da questa ultima frase si possa desumere una equiparazione tra il "progetto del Terzo Reich" e l'"odierna aggressione russa"; e che questa "equiparazione" possa irritare i russi. Dire che i russi hanno equivocato e frainteso le parole di Mattarella che si riferivano solo allo "spirito di dominazione", presente nel Terzo Reich, mi sembra piuttosto capzioso. Il discorso di Mattarella era perfetto. Non aveva affatto bisogno di questo "riferimento" storico, tra l'altro poco utile al rafforzamento della sostanza della sua "Lectio magistralis".
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RIFLESSIONI
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Riflessioni
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Tesoretto
4
La scuola
5
Catalogna e affini
6
Competenze
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Identità e diversità
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Identità e diversità 2
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Igiene lessicale
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Democrazia
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Anniversari
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Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
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Popolo!
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Né patria, né matria, FRATR
ÍA
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L'ipocrita polemica sulle fake news
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Il discorso di Fine d'anno
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Neologismi
18
La retorica dell'anniversario
19
Smartphonite
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C'era una volta il dialogo!
21
La crisi istituzionale che viene da lontano
22
Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23
Le parole della politica: autonomia
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Europa ed europeismo
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La Svolta
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Le parole della politica: "statalismo"
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Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
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Utopia
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Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
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Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31
L'insegnamento delle pandemia
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Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33
"Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34
Homo insaziabilis
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Le parole della politica: "purtroppo"
36
Economia e Politica
37
Politica e Giornalismo politico
38
Parlamento e Governo
39
"Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40
Le parole della politica: competenza, competente
41
Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42
Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
43 La Coppa e San Gennaro
44 Kabul, l'America e l'Europa
45 Julian Assange
46 Astensionismo
47 Delega fiscale
48 La destra coerenza di Renzi
49 Successo o bla bla bla ?
50 Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 Il Presidente
52 Quirinale: il gioco dell'oca
53 Non esistono guerre giuste
54 Le parole della politica: realismo
55 Le parole della politica: realismo
56 Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 Privatizzare
58 Guerra, pace e pacifismo
59 Il PD prossimo venturo
60 La rivoluzione di Bergoglio
61 Quirinale: il gioco dell' oca
62 Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 La riforma della Costituzione
64 Presidenzialismo alla francese?
65 Il caso Rovelli
66 Il Presidente e l'etnia
67 Festa della Repubblica
68 Tutti i nodi vengono al pettine
69 "Modificavit ridendo mores"
70 Oligarcomachia
71 La strategia della torsione
72 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 Fuoco incrociato
74 Gianni Vattimo
75 Onnipotenza della tecnologia?
76 A quale scopo?
77 Logica duale
78 Le parole della politica
79 Antisemitismo
80 In margine ad alcuni articoli
81 Premierato
82 Quante storie
83 Il congiuntivo
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15 febbraio 2025