prima pagina pagina precedente



da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 12 APRILE 2025

7 aprile 2025

Ascolto sempre, alle 7 del mattino su RadioRAI 3, "La Rassegna della Stampa Estera": è una rassegna di alcuni quotidiani di tutto il mondo, dove si trovano notizie, non presenti nei quotidiani italiani (tutti molto "provinciali", tranne "L'Osservatore Romano") e "viste" dalla prospettiva degli altri.
Per esempio, l'altro ieri dalla lettura dei principali quotidiani turchi ed israeliani si evinceva la situazione di grave conflitto e di accuse reciproche tra Turchia ed Israele in Siria: si parlava, senza mezzi termini, di "stato di guerra".
Che i due "espansionismi" (entrambi "favoriti" da Trump) entrassero in rotta di collisione per il dominio della Siria, era ampiamente prevedibile. Ma anche qui si notano la "distrazione" e l'indifferenza dell'opinione pubblica e della cosiddetta comunità internazionale. Netanyahu è volato da Budapest a Washington dal comune amico e sodale Donald Trump. Risulta che la rotta dell'aereo di Netanyahu abbia attraversato i cieli della Croazia, dell'Italia e della Francia, in violazione dell'obbligo di divieto assunto dagli Stati firmatari della Convenzione di Roma nei confronti di un soggetto ad un "mandato di cattura" da parte del Tribunale dell'Aia. Anche questo è passato sotto silenzio. Non c'è da meravigliarsene: Il nostro Ministro degli esteri si era espresso in modo contradditorio rispetto all'esecuzione del mandato di cattura nell'ipotesi che Netanyahu venisse in Italia.
Sarò un "rompiscatole", ma continuo a non capire la DOPPIA MORALE, il doppio binario con cui giudichiamo i vari dittatori.


8 aprile 2025

A "La torre di Babele" (su RAI 3 di ieri, 7 aprile) Corrado Augias ha dialogato con lo scrittore e romanziere spagnolo Javier Cercas, prendendo lo spunto dal suo ultimo libro "Il folle di Dio" https://arengario.net/poli/poli1128.html , diario "romanzato" del viaggio di Papa Francesco, accompagnato dallo stesso Cercas, in Mongolia. Con un'ironica e benevola provocazione, Augias ha detto che Cercas "è innamorato di Papa Francesco". Lo scrittore non lo ha negato, anzi lo ha rivendicato come cifra del rapporto fecondo tra "ragione" e "sentimento", presente sia in sé stesso, sia in Papa Bergoglio.
Dalle risposte di Javier Cercas alle domande, sempre "piccanti" e da "avvocato del diavolo", di Corrado Augias, vien fuori un ritratto molto approfondito della "radicalità" della figura di Papa Francesco e della sua importanza non solo per la storia della Chiesa e della religione Cristiana-cattolica, ma anche per TUTTO IL MONDO, la sua Storia e la sua attuale condizione.
Bergoglio torna all' aspetto originario del Cristianesimo, identificandolo nella figura di Gesù di Nazaret come risulta dalla sua predicazione e dalle parabole dei Vangeli. Non lo mette in contrapposizione con la successiva costruzione teologico-dotrinale e "dogmatica" del Cattolicesimo romano, ma lo indica come una necessaria "rinfrescatura", come un inevitabile "rinvigorimento" e "ringiovanimento" di una fede religiosa e di una Chiesa Cattolica, diventate vecchie, accomodanti, abitudinarie, passive e "mute" di fronte alle nuove, gravi e pressanti domande poste dai radicali, rapidi e sconvolgenti cambiamenti della società e della storia contemporanee. Per cercare di rispondere efficacemente a questi cambiamenti radicali, Bergoglio (secondo Javier Cercas) si richiama (e ci richiama!) alla "radicalità" e "rivoluzionarietà" del messaggio di Gesù rispetto alla morale, l'etica, la religione ufficiale e la politica della società romana del tempo. Gesù capovolge i valori di quella società: ai canoni di razionalità dell'epoca Gesù appare (ed è!) un "folle" (e, quindi, del tutto "innocente", secondo Ponzio Pilato). Il titolo del libro di Cercas richiama questa "follia" di Gesù, ma anche, in quanto "reportage" (e molto di più!) di un viaggio di Papa Francesco, un'analoga "follia" di Bergoglio.
Alcuni aspetti del Gesù bergogliano vanno sottolineati: 1) la sua "umanità", di uomo uguale e contemporaneamente, diverso da tutti gli altri uomini, alla pari con tutti, sofferente e "peccatore" come tutti; non giudicante, condannante e "respingente", bensì "compassionevole" e accogliente; 2) la sua "attenzione" agli ultimi, ai sofferenti, ai malati, ai poveri, ai "disadattati" e ai "diversi"; 3) la "mobilità" e "universalità" della sua predicazione.
Emergono le due componenti della figura di Bergoglio: 1) la sua formazione gesuitica, nella tradizione della predicazione dei Gesuiti in tutte le parti del mondo e del loro atteggiamento di "acculturazione", cioè di dialogo e di riconoscimento (ed anche di assimilazione di apporti) delle culture e religioni "indigene"; ed anche nella sua "prudenza", in costante, fragile e dialettico equilibrio con la sua "radicalità"; 2) il suo "francescanesimo", dichiarato nella scelta del nome del suo pontificato e praticato nelle sue posizioni pauperistiche, di "apertura" e di "rispetto" verso tutte le "creature" del mondo, anche quelle "inanimate", di cui l'uomo deve essere fratello e non "padrone" (San Francesco, ecologista "ante litteram"?). Francesco è un nome di rottura, di svolta rispetto alla concezione tradizionale del Papato come potere assoluto, centralizzato e discendente.
Non a caso Bergoglio, nella bimillenaria storia della Chiesa, è il PRIMO Papa a chiamarsi Francesco (tra l'altro, nome di origine germanico-medioevale, esterno al lessico biblico e giudaico-cristiano dell'età antica).
In collegamento con questi aspetti (e come loro completamento), Javier Cercas mette in evidenza la "rivoluzionarietà" dell'azione di Bergoglio per quanto concerne: la STRUTTURA della Chiesa Cattolica, della Curia romana e dello stesso Pontificato; della LOGICA del suo funzionamento; infine, del suo rapporto con i "fedeli credenti" (ed anche con gli "agnostici non credenti", o "credenti" in altre fedi religiose). Già nel modo in cui Papa Francesco si è presentato non solo nei confronti dei Cardinali che lo hanno designato al soglio pontificio, ma anche come Vescovo di Roma, diverso ma AL PARI di tutti gli altri Vescovi; ed anche nel modo di concepire la stessa "pastoralità" dei Vescovi (e del Vescovo-Papa!) nei confronti del "gregge" dei fedeli, come semplice guida, non "superiore", bensì al pari di tutti gli altri, ma che, CON L'ESEMPIO CONCRETO del suo pensiero e della sua pratica effettiva di vita indica LA DIREZIONE di marcia del gregge e si preoccupa di cercare le eventuali "pecorelle smarrite"; già in questo modo si preannunciava una radicale rivoluzione: da una struttura verticale, centralizzata, discendente, autoritaria, condannante ed escludente, essenzialmente "di potere"; ad una struttura orizzontale, diffusa, ascendente, egualitaria, "comprendente" ed accogliente, essenzialmente di rispetto e collaborazione, non DI DOMINIO. Javier Cercas attribuisce molta importanza alla cosiddetta "sinodolità", al ricorrere frequente da parte di Papa Francesco ai Sinodi; e al fatto che, in base alle osservazioni e ai dubbi espressi dai componenti dell'ultimo Sinodo (cioè dal basso, dalla base della struttura ecclesiale) sia stata "messa in mora" la precedente deliberazione, in vista di una nuova formulazione. Corrado Augias faceva notare alcuni "passi indietro" di Bergoglio, in particolare sulla omosessualità e sul sacerdozio femminile. Cercas ha risposto che Bergoglio applica la "prudentia" gesuitica (che è anche la prudenza politica realistica del "rivoluzionario"): sa che non può scontrarsi frontalmente con una realtà e una cultura consolidate e predominanti; sa anche che questa "rivoluzione" può avere successo e compiersi UNICAMENTE dal basso, dalla base, dal cambiamento della mentalità e dalla pratica quotidiana dei fedeli.
Come mia personale considerazione (e convinzione), penso che questa "rivoluzione" religiosa comporterebbe (e comporterà, se si avverrà) un'analoga rivoluzione DEMOCRATICA della nostra società e della nostra politica, che stanno precipitando invece verso il baratro dell'autoritarismo, del dominio e dello sfruttamento da parte di pochissimi nei confronti dei moltissimi. L'umanesimo "cristiano" di Bergoglio è tutt'uno con l'umanesimo "laico" che sembra abbiamo ultimamente messo da parte: malgrado la denuncia, di ben due secoli fa, del Leopardi de "La ginestra, o fiore del deserto". Questo nuovo umanesimo è la nostra "ginestra" nel deserto della attuale società e dei tanti "sterminator Vesevo" che minacciano di distruggerla.

9 aprile 2025

Della serie "domande indiscrete". Di fronte alla ormai continua raffica di "Ordini esecutivi" con cui Trump "comanda" gli Stati Uniti e mette in subbuglio tutto il mondo, mi chiedo se mi sbaglio oggi o se mi sbagliavo PRIMA sulla liberal democrazia americana come "modello" non solo per l'Europa, ma per tutto il mondo intero. Questi "ordini esecutivi" (che, tra l'altro, assomigliano molto ai nostrani Decreti Legge!) "baypassano" il Parlamento federale e la stessa Alta Corte federale. Non si tratta della normale dialettica tra Governo, Leggi e Giustizia Federali da una parte; e Governo, Leggi e Giustizia degli Stati di cui è composta la Federazione USA, dall'altra. Qui si tratta di una trasformazione da una repubblica presidenziale in un regime autoritario, in cui il Parlamento federale è consultato solo DOPO CHE questi "ordini esecutivi" sono stati immediatamente (ma nella data stabilita da Trump stesso!) adottati e che SI SONO realizzati i loro effetti. E solo un'impugnativa politica o giudiziaria può sospenderne la loro "vigenza".
Non mi ricordo (ma può darsi, appunto, che mi sbagli) che nelle precedenti Presidenze, sia repubblicane che democratiche, si sia ricorso, come prassi normale, agli "Ordini esecutivi": mi sembra che si sia ricorso a questa facoltà presidenziale raramente e solo in casi "residuali" ed eccezionali: per esempio, quando il braccio di ferro tra la maggioranza parlamentare e il Presidente in carica (eletto da una maggioranza non più tale "parlamentarmente") avrebbe portato alla non approvazione del Bilancio federale e, quindi, alla paralisi amministrativa. Mi sbagliavo prima o mi sbaglio oggi? Qual è la vera America?


11 aprile 2025

A "Piazza pulita" (su "La 7" di ieri sera,10 Aprile) c' è stato un interessante "confronto" tra Tomaso Montanari e Paolo Mieli. Interessante perché non solo sono emerse due diverse "rappresentazioni" della tematica "guerra- pace, armamenti-difesa", ma anche due diversi "linguaggi", come se i due interlocutori, SUL MEDESIMO ARGOMENTO, parlassero due lingue diverse e stessero su due CAMPI DI VALORI E DI RIFERIMENTI incomunicabili. Morale della favola: ciascuno dei due è rimasto e ha ribadito la propria "posizione"; e gli eventuali telespettatori hanno trovato conferma alle proprie precedenti "convinzioni". La presenza di Tomaso Montanari, da sempre sostenitore della Pace e, insieme a Barbara Spinelli, dell'Europa FEDERALE (già insieme a Lei nella formazione di sinistra "L'altra Europa con Tsipras"); e che ha sostenuto ed è intervenuto alla "Piazza per la Pace" di sabato 5 Aprile promossa e organizzata, con successo, dal Movimento 5 Stelle, ha fornito lo spunto (non benevolo"!) a Paolo Mieli di "attaccare" il rettore dell' Università per stranieri di Siena sulla di lui posizione contraria al "Piano di difesa europeo" (in origine, ReArm Europe); accusandolo implicitamente di "portar acqua" allo strumentale e "falso" pacifismo del M5S e di Salvini. Tomaso Montanari ha risposto, seguendo e riproponendo la sua logica: 1) sulla Pace, la si costruisce non con le armi e preparandosi alla guerra, bensì con la diplomazia, con i colloqui, con lo spirito di collaborazione (e non di distruzione reciproca); 2) il Piano della Von der Leyen favorisce le diverse "difese" nazionali, accentuandone di fatto gli squilibri. Contribuisce, comunque lo si voglia far passare, all' involuzione nazionalistica della costruzione europea, involuzione portata avanti dall'estrema destra europea. Il riferimento del Piano Von der Leyen a De Gasperi, alla CED e allo stesso Manifesto di Ventotene è, per Tomaso Montanari, del tutto opinabile e "antistorico". O, più esattamente, è espressione dell'atteggiamento di "piegare" la storia passata alle visioni e agli "interessi" del presente. Paolo Mieli ha ribattuto in maniera, a mio avviso, poco corretta, mandando la palla sugli spalti. Ha accusato: "Dove erano quelli che si indignano per le stragi di Gaza, quando le truppe di Putin facevano analoghe, se non peggiori e disumane stragi, sulla popolazione civile in Ucraina?". Confesso che non mi sarei aspettato una tale "caduta di stile" da parte di Paolo Mieli, di solito molto (apparentemente!) equilibrato. Penso che questa "insolita" reazione sia indice di una "debolezza" e difficoltà argomentative. Anche la sua implicita accusa ai Paesi del Sud-Europa di egoismo menefreghistico rispetto al riarmo e agli oneri militari di una difesa nei confronti di un attacco ostile, al contrario dei Paesi Baltici, della Polonia e di tutti quelli confinanti (per migliaia di chilometri!) con la Federazione Russa, si basa sul, a mio avviso, semplicistico seguente assioma: siccome Putin, in passato, ha aggredito e invaso l'Ucraina, iniziando una guerra sanguinosa e distruttiva il cui risultato finale, in termini di conquiste territoriali, è incerto e, comunque, del tutto sproporzionato rispetto ai "costi" umani, malgrado questo continuerà necessariamente in futuro in questa sua politica dissennata, questa volta nei confronti dell'Europa INTERA.
Massimo Cacciari, a questo proposito, sbottava: "Ma siamo pazzi?! Ma di cosa stiamo parlando?!". Ci sono molti altri e ben più gravi pericoli che incombono sul futuro della nostra Europa (e del mondo intero!). Ma forse è per non prepararci ad affrontare QUESTI pericoli che ingigantiamo il "pericolo Putin"!


12 aprile 2025

Due immagini nei giorni scorsi mi hanno colpito nella loro distopica totale contradditorietà (ed anche possibilità di riferirsi all'una per provare a "cancellare" l'altra. La prima è quella di Bergoglio (il "folle di Dio"), che,, infermo, in carrozzella, accompagnato, come un qualsiasi malato in convalescenza da una gravissima malattia, da infermieri, si è spogliato dei paludamenti del suo potere (spirituale) e, vestito come uno di noi, ha ribadito la sua "libertà" di uscire in piazza, di godere di un colloquio fraterno e della "empatia" con gli altri esseri umani, senza vergognarsi, anzi, della sua fragilità e debolezza: trasformandole così nel loro opposto, in SALDEZZA e POTENZA.
La seconda è quella, vergognosamente oscena e tracotante, di Trump (il "folle di Satana", per contrapposizione alla precedente definizione!) che, dall'alto del suo potere e con un linguaggio scurrile, si rivolge, come se fossero degli inferiori miseri e "scrocconi" questuanti, ai rappresentanti di tutti (o quasi!) gli Stati del mondo, minacciandoli di "dazi" astronomici e di altre catastrofiche "punizioni", se non si "adeguano" ai suoi voleri (e si prostrano "dietro" a lui per baciarli il cu..,!). Il giorno dell'annuncio dei dazi, Trump ha parlato non solo di inizio dell'"Età dell'oro" per gli Stati Uniti, ma anche di "Liberation Day" ("Giorno della Liberazione"), in veste di novello Mosè che libera gli americani dalla schiavitù in cui li hanno ridotti tutte le altre nazioni del mondo.
Siccome siamo vicini alla Pasqua di resurrezione (liberazione dalla morte, per i Cristiani) e al 25 Aprile, ricorrenza della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dalla dittatura fascista, mi sembra molto utile riflettere su due termini, "liberazione" e "libertà", che oggi vengono sbandierati da tutti: per dirla in termini volgari, anche da "cani e porci". Molteplici sono le declinazioni del termine "libertà". La prima è quella di "libertà DA", la cui attuazione è definita dal termine "liberazione", in quanto rimozione di un precedente stato negativo di oppressione. Questa, in quanto libertà "negativa", è la precondizione delle altre forme di libertà "positive", cioè di "libertà DI". Premetto: si tratta di "libertà SOGGETTIVA" (o "individuale", cioè di pertinenza del soggetto-individuo), da distinguere dalla "libertà OGGETTIVA", cioè la somma e la configurazione di tutte quelle condizioni e situazioni ESTERNE al soggetto individuale (in senso lato e onnicomprensivo, "ambientali") che rendono POSSIBILE l'esercizio effettivo della libertà individuale. Non sempre alla libertà individuale (pur riconosciuta come principio e diritto universale) corrisponde la "libertà oggettiva". In linea di principio, la libertà individuale si configura come TOTALE e INALIENABILE padronanza e possesso di sé stesso da parte del soggetto: che è, e deve essere considerato, in termini giuridici "COMPOS SUI". Da qui, anche la responsabilità civile e penale dell'individuo alla cosiddetta "maggiore età".
Ma della "libertà di" (o positiva) esistono varie "declinazioni", a seconda del MODO in cui e della FINALITA' per cui la si esercita. C'è una "libertà contro", egoistica, aggressiva, di potere personale, di dominio, di compressione, di disprezzo e di annullamento della libertà di tutti gli altri individui. Questo, dopo aver proclamato la "liberazione" da una fantomatica schiavitù, è il tipo di libertà che Trump si arroga e promette (MEGA) agli americani. La libertà di minacciare "ferro e fuoco" a tutto il mondo e di stravolgere l'economia e il commercio mondiali, mettendone in crisi le regole.
C'è, per fortuna, un'altra declinazione della "libertà positiva": la "libertà con e per". Cioè, la libertà altruistica, di riconoscimento e di rispetto della libertà altrui (non come un ostacolo e un limite alla propria, bensì come OPPORTUNITA' di CRESCITA COMUNE); collaborativa e costruttiva, per raggiungere con un impegno comune un maggior benessere e una maggiore umanità per il singolo e per tutti.
Ciascuno sceglierà tra questi tipi di libertà: basta che sia consapevole della loro differenza e della loro vicinanza o lontananza dall'ideale di democrazia custodito nella nostra Costituzione.
Pertanto ritengo che il modo migliore di onorare, in questo 25 Aprile, gli Ottanta anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo sia di analizzare QUANTO di quel secondo tipo di libertà si è effettivamente realizzato e quanto (per me molto!) resta ancora da "mettere a terra" (per usare una brutta espressione oggi di moda!). Il 25 Aprile 1945 è il punto di partenza, il "via": siamo, a mio avviso, molto lontani dal traguardo. Purtroppo!


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
SABATO 23.03.2024
SABATO 30.03.2024
SABATO 06.04.2024
SABATO 13.04.2024
SABATO 20.04.2024
SABATO 20.04.2027
SABATO 04.05.2024
SABATO 11.05.2024
SABATO 25.05.2024
SABATO 01.06.2024
SABATO 08.06.2024
SABATO 15.06.2024
SABATO 22.06.2024
SABATO 29.06.2024
SABATO 06.07.2024
SABATO 13.07.2024
SABATO 20.07.2024
SABATO 27.07.2024
SABATO 03.08.2024
SABATO 10.08.2024
SABATO 17.08.2024
SABATO 24.08.2024
SABATO 31.08.2024
SABATO 07.09.2024
SABATO 14.09.2024
SABATO 21.09.2024
SABATO 28.09.2024
SABATO 05.10.2024
SABATO 12.10.2024
SABATO 19.10.2024
SABATO 26.10.2024
SABATO 02.11.2024
SABATO 09.11.2024
SABATO 16.11.2024
SABATO 23.11.2024
SABATO 30.11.2024
SABATO 07.12.2024
SABATO 14.12.2024
SABATO 21.12.2024
SABATO 28.12.2024
SABATO 04.01.2025
SABATO 11.01.2025
SABATO 18.01.2025
SABATO 25.01.2025
SABATO 01.02.2025
SABATO 08.02.2025
SABATO 15.02.2025
SABATO 22.02.2025
SABATO 01.03.2025
SABATO 08.03.2025
SABATO 15.03.2025
SABATO 22.03.2025
SABATO 29.03.2025
SABATO 05.042025

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


Condividi su Facebook

Segnala su Twitter

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  12 aprile 2025