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da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 4 OTTOBRE 2025

28 settembre 2025

A "Mezz'ora" di oggi, domenica 28 settembre, Monica Maggioni ha chiesto all'ex-premier israeliano Ehud Barak come si conciliano le posizioni espresse da Netanyahu all'Assemblea dell'ONU (nonché quello che sta facendo da tre anni) con i Venti punti del Piano di pace per Gaza di Donald Trump. Come è possibile superare questa totale contraddizione, in modo da dare qualche "chance" di fattibilità di questo piano? Barak ha risposto che solo gli Stati Uniti (e quindi Trump) hanno il potere di "imporsi" su Netanyahu, se vogliono. Barak riportava l' esempio dell'"alt" trumpiano ai Jet e missili israelian di bombardare Teheran (viene da aggiungere che tanto ci ha pensato lui a farlo!). Ma ad un'analisi spassionata di quanto successo sino ad oggi non si può non concludere che sia stato Netanyahu a imporre le sue decisioni a Trump, per la totale "consonanza" ideologica tra i due. Forse, nella sua estrema (ma "strumentale"!) volubilità, Trump deciderà che è suo interesse cambiare il copione; ma non ne sarei tanto sicuro. Per rafforzare la fattibilità di questo Piano di pace trumpiano su Gaza, Ehud Barak ha sostenuto che il governo Netanyahu NON è TUTTO Israele e che la stragrande maggioranza degli Israeliani non lo approva. A parte che questo Piano non riguarda la situazione della Cisgiordania e Gerusalemme Est, vorrei far presente all'ex- Premier Barak che, sarà pure per sopravvivenza politica e penale personale, ma sta di fatto che Netanyahu ricatta con lo stato di guerra TUTTO Israele, legandolo al "patriottismo" difensivo. Non a caso il Presidente della Repubblica di Israele, Isaac Herzog NON si è mai opposto alla politica del governo di Netanyahu, sconfessandolo in quanto non corrispondente (a dire di Barak) al sentire della maggioranza dei cittadini israeliani. Non conoscendo la configurazione e le regole istituzionali dello Stato di Israele, non so se Herzog ne avrebbe il potere, specie in una situazione di guerra. Sta di fatto che Netanyahu non ha alcun interesse a che questa "guerra" (di distruzione, di dominio e di espansione territoriale) abbia fine. Spiace ed addolora dirlo: non è sufficiente e risolutivo sbarazzarsi di Netanyahu e del suo governo, se non si cambia il MODO DI PORSI dell'intero ebraismo israeliano. Si tratta, ripeto, di scegliere tra uno Stato laico, compiutamente democratico; ed uno Stato fondamentalista religioso.


30 settembre 2025

Alcune considerazioni sul risultato delle elezioni regionali delle Marche di domenica e lunedì scorsi. Il dato generale è l'aumento dell'astensione (ha votato un marchigiano su due). Rispetto alle precedenti elezioni, tutti i partiti, ad eccezione di Fratelli d' Italia, hanno perso voti o, al massimo, mantenuto quelli precedenti. L'astensione ha penalizzato più il centrosinistra che il centrodestra. Non ho ancora i dati sulla ripartizione anagrafica dei votanti, ma due elementi fanno supporre che la fascia giovanile abbia penalizzato, astenendosi, più quei partiti (soprattutto AVS, ma anche PD) che avevano "politicizzato" (Gaza e Flottilla) la consultazione, travisando il significato della grande mobilitazione di lunedì 22 settembre, riprendendone gli argomenti nella convinzione (rivelatasi errata) che ciò li favorisse elettoralmente. Come la grande mobilitazione di quel lunedì, anche i risultati delle elezioni nelle Marche (astensionismo e vittoria schiacciante del centro-destra) hanno certificato la lontananza della maggioranza degli italiani dalla politica e la rottura del patto di fiducia e di rappresentanza con i Partiti visti unicamente come gruppi di potere con cui instaurare unicamente un rapporto di scambio clientelare (di "do ut des": io ti do il voto e tu mi favorisci). Risulta evidente che sono stati "premiati" i partiti al potere (e "di potere"), anche se questo può essere controproducente (e alimentare l'astensionismo) per le prossime elezioni, SE NON VERRANNO MANTENUTE, le promesse fatte. Non è però detto, data la scarsa memoria politica (limitata allo "ieri"!) dell'elettore medio italiano, che si interessa (e quindi "memorizza") i fatti e le decisioni politiche solo in prossimità delle elezioni e se coincidono con i suoi particolari e immediati interessi (o presunti tali).
Che dire sulla e della incontestabile sconfitta della coalizione di centro-sinistra e del suo candidato presidente, surclassati di ben otto punti? A mio avviso, a parte quanto sopra già detto, è stata sbagliata questa scelta sia per la persona di Matteo Ricci (e la sua storia politica), sia per il quadro di scambio da "manuale Cencelli" con cui Elly Schlein (in nome dell' unità e compattezza della "coalizione" - se si può definire tale! - di centrosinistra con la individuazione di tutti i candidati presidenti in TUTTE le Regioni) ha "sacrificato" il proprio candidato nelle Marche, accettato dal M5S in cambio del candidato del M5S in Campania, accettato a sua volta dal PD. Scelta che poteva essere plausibile data la presunta forza del PD nelle Marche e quella del M5S in Campania. Elly Schlein ha considerato (e sbandierato) questa "unità della coalizione" nella designaione (in realtà, "spartizione") dei candidati come un punto di forza. E si trova costretta a continuare a sostenerla (vedi le sue dichiarazioni postvoto). A mio avviso, si sta mettendo un cappio al collo, mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza politica. Già l'ala "riformista", nonché quella "cattolica" e"renziana" si preparano a sostituirla nel 2027. Dicevo che Schlein è in mezzo al guado: ora direi che sta affogando in mezzo alla palude. Il problema sta non nel rapporto con Conte e i pentastellati, bensì nel SUO PARTITO, nel rapporto con Renzi e i renziani da cui non riesce a liberarsi e che le impediscono di uscire, con un colpo d'ala, da questa palude e di dare finalmente attuazione al suo iniziale e radicale svolta nella politica del PD, della "Sinistra" e della società italiana verso una effettiva equità e giustizia sociale. Matteo Ricci, ex-renziano, è stato scelto per assicurarsi l'appoggio di Italia Viva e contando sul suo passato successo come sindaco di Pesaro. Si è rivelata una scelta (della persona) perdente: non l'hanno favorito sia i suoi recentissimi "trascorsi" giudiziari, sia la prevedibile "ostilità" dei pentastellati nei suoi confronti. Neanche a Pesaro (dove avrebbe dovuto "sfondare") risulta che il PD sia avanzato. A Milano, Sala e il PD hanno approvato la vendita dello Stadio. Anche Sala è "sfiorato" da procedimenti giudiziari. Non c' è quindi da meravigliarsi della recente "batosta" subita dal PD. Se ne preannunciano, SE NON CAMBIA RADICALMENTE LA MUSICA, altre nel prossimo futuro. Prendersela con la "cattiva" Meloni (anche se Meloni è DAVVERO "cattiva", per usare un generico eufemismo!) è un diversivo ed anche improduttivo. Il difetto sta nel PD e nella sua politica (e non solo e non tanto nella "divisione" della coalizione di centro sinistra). Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ma, soprattutto, non PERSEVERI NELL'ERRORE. Purtroppo, il peggior nemico del PD è il PD stesso.


2 ottobre 2025

Oggi, 2 ottobre, è la Giornata internazionale della non violenza e il secondo giorno della festività ebraica dello Yom Kippur. Ciò che hanno fatto ieri notte e stamattina le forze navali dello Stato di Israele ai componenti della Global Sumud Flotilla (il cui comportamento è stato un esempio, un attuazione concreta ed "attiva" - in pieno stile gandhiano! - di "non violenza; e quindi il modo migliore per "attualizzare" e "concretizzare" questa ricorrenza) è non solo una negazione e un insulto al principio della "non violenza" (e degli stessi limiti umanitari di una situazione "di guerra", ammesso e non concesso che possa definirsi "guerra" il genocidio di un popolo!); non solo è totalmente "distopico" nei confronti della Giornata della non violenza; ma è anche in palese contrasto con lo spirito della festività del Yom Kippur, della religione ebraica e delle sue migliori e meritorie espressioni, che costituiscono un patrimonio storico dell'umanità. Per usare un'espressione di Anna Foa, è la continuazione del "suicidio di Israele", il "buttare alle ortiche" il patrimonio di stima e di considerazione di cui , sino ad alcuni decenni fa, GIUSTAMENTE godeva l'ebraismo stesso. Fatta questa dolorosa premessa, c'è da prender atto: 1) che la conclusione di tutto ciò era ampiamente prevedibile, dato il comportamento "remissivo" (per usare un "generoso" eufemismo) di TUTTI gli Stati "occidentali" che si definiscono "liberaldemocratici". Per ragioni che sarebbe troppo lungo analizzare qui, ma che sono facilmente individuabili - ma non per questo giustificabili - Israele esercita da decenni un dominio totale sulla politica estera (e non solo!) di questi Stati. Quest'ultima è stata una vittoria di Israele, una indiscutibile prova di forza. E una ulteriore vergognosa prova di ignavia e di mancanza di un minimo di dignità non solo umana, ma anche POLITICO-STATUALE,- che è il campo ad essi specifico - di questi Stati. Che Stati, che Ministri della Difesa, che Presidenti della Repubblica e del Consiglio sono quelli che lasciano che i propri cittadini siano impunemente e illegamente sottoposti a un atto di violenza e di limitazione della loro libertà e dignità. Che i componenti della Flottiglia, dopo essere stati rapiti e illegalmente "trattenuti", possano tornare liberi solo se fanno un vergognoso ed umiliante "auto da fé" (firmare di aver forzato "illegalmente" il "legittimo" blocco navale israeliano) ci ricorda la Santa Inquisizione o, in tempi più recenti, i "processi" e le purghe staliniane. Che si accetti (come "il male minore") tutto ciò, è del tutto ingiustificabile, inconcepibile, intollerabile e inammissibile; 2) che Israele ha ottenuto un ulteriore non indifferente risultato: quello di scaricare all'INTERNO degli altri Stati la giusta protesta della società civile e dell'opinione pubblica, spostando e deviando quindi il conflitto. Questo mi sembra l'aspetto più pericoloso della questione. C'è solo da sperare che il massiccio e "trasversale" movimento di protesta spontanea dal basso della società civile non si esaurisca e trovi invece un concreto sbocco politico; e che le "Autorità" politiche provino un minimo di vergogna e di resipiscenza (su questo ho molti dubbi!). Sui fatti di ieri e sul presunto "Piano di pace" trumpiano non potrei aggiungere nulla a quello detto da Rosy Bindi a "Tagadà" di oggi pomeriggio, a cui rimando.


3 ottobre 2025

A livello politico-partitico e sindacale è estremamente grave ciò che sta succedendo in questi giorni. Nell'ultima votazione parlamentare, sulle varie mozioni, c'è stata "difformità" di voto non solo tra i Partiti della "coalizione" di centrosinistra (alcuni dei quali hanno votato la mozione della maggioranza di governo), ma anche ALL'INTERNO del PD, in cui i "riformisti" NON hanno seguito, sulle varie mozioni, le indicazioni della Segretaria del Partito. Ciò evidenzia che il problema, per Elly Schlein, non è solo e non tanto l'unità della "coalizione", bensì anche e soprattutto l'unità del Partito di cui è Segretaria. Sono "segnali" (per non dire"messaggi" quasi minatorii!) preoccupanti, quasi un "preavviso" di licenziamento. Naturalmente, "estremamente grave" e "preoccupante" per chi l'ha appoggiata e le ha dato fiducia: non certo per chi l'ha sempre "odiata", o "snobbata" o, ipocritamente, fatto finta di sostenerla (ogni riferimento è puramente ... voluto!). Per quanto riguarda il livello sindacale, è preoccupante l'isolamento di fatto della CGIl all'interno della Triplice, in cui la CISL ha di fatto esplicitamente posizioni filogovernative (con apprezzamenti e "scambio di favori" da parte di Giorgia Meloni); e la UIL si "barcamena", ma non ha seguito la CGIL nello sciopero generale odierno. Di fatto Landini rischia di rimaner schiacciato sulle posizioni dei Sindacati di Base e di "rincorrerli". D'accordo che la fiducia nella Triplice e il suo "carisma" sono praticamente nulli, ma non so dove andremo a parare sul piano delle relazioni sindacali e del ruolo stesso del sindacato nella società italiana. Sarò, come al solito, "pessimista", ma non prevedo nulla di buono per il futuro. Ma mi posso sbagliare. E, in cuor mio, lo spero.


4 ottobre 2025

Visto che Trump dice (e Trump è un uomo d'onore!) che Hamas si arrende e consegna le armi e che l'esercito israeliano si ritira da Gaza e smette, a sua volta, di bombardare (e anche Netanyahu è un uomo d'onore!), perché Giorgia Meloni non chiede al suo caro Donald (che la esaudirà senz'altro, come in passato!) di rendere da subito agibile un corridoio umanitario gestito direttamente (e senza intralci, supervisioni e "controlli") da organizzazioni internazionali terze e/o volontarie (tipo la Global Sumud Flotilla)? Nel sarcasmo implicito in questa domanda traspaiano tutti i miei dubbi sul Piano di pace; e la coda di paglia di chi accusava la Flottiglia di non perseguire, anzi di ostacolare gli aiuti umanitari ai gazawi.

Franco Isman
MALFIDENTE !

Alice Anderson
Ciao caro, credo che tu stia andando abbastanza bene, ho appena scoperto la tua pagina e devo dire che ciò che condividi qui vale sempre la pena di essere letto e questo mi fa avere la buona impressione di voler stringere amicizia con te. Se non lo trovi imbarazzante, per favore inviami una richiesta di amicizia o mandami un messaggio ora su Messenger.


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RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


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