prima pagina pagina precedente



da "Smisurata preghiera" di Fabrizio De André (testo e musica)


SABATO 29 NOVEMBRE 2025

24 novembre 2025

Stamattina, lunedì 24 novembre, sono usciti due articoli (Laura Ramaciotti, "Il rispetto non è un optional. Su affettività e sessualità un enorme vuoto educativo"; Vito Mancuso, "Per dire addio"), entrambi, seppur da spunti di partenza e di riferimento diversi, evidenziano la centralità e onnicomprensività di un termine "rispetto", su cui ritengo molto utile riflettere. Laura Ramaciotti, autrice del primo articolo, è Rettrice dell'Università di Ferrara e "declina" questo termine nella prospettiva educazionale e nell'ambito della "affettività" e della "sessualità". Il teologo e filosofo (direi, con un mio neologismo, "teofilosofo") Vito Mancuso parte da una riflessione sulle due recenti morti che, per la loro notorietà, hanno "fatto notizia": quella delle gemelle Kessler e quella di Ornella Vanoni. Scrive Vito Mancuso: "La prima programmata, la seconda arrivata all'improvviso; la prima decisa, la seconda subita. Si può dire che la morte di Ornella Vanoni è stata naturale, nel senso che lei se ne è andata quando la natura, o il destino, o Dio, hanno voluto. La morte di Alice e di Ellen Kessler, invece, è stata del tutto diversa e per questo richiede un altro aggettivo: non più naturale, bensì culturale. (.....) La cultura nasce ogni volta che si attiva l'intelligenza e la libertà." Per Mancuso, quindi, c' è "cultura" quando c' è libera e consapevole autodeterminazione. E così conclude, riprendendo una valutazione del cardinale Martini ("La vita fisica va dunque rispettata e difesa, ma non è il valore supremo e assoluto."): "Qual è invece il valore supremo e assoluto? E' la dignità della vita che si compie come libertà di decidere di sé, perché anche la scelta della morte naturale (....) è chiamata a diventare una morte culturale, cioè libera e consapevole. Ed è proprio per questo che è necessario dare quanto prima ai cittadini italiani una legge che li rispetti nella loro libertà". Qui torna, nel suo aspetto e ambito più generale (direi "civico" e "democratico"), il termine "rispetto", che io ritengo centrale per quanto riguarda non solo il rapporto con la sessualità e con i femminicidi, ma anche TUTTI gli altri tipi di rapporto sessuale e TUTTE le declinazioni del potere e della forza che NON "rispettano" la dignità e libertà dell'altro. Nel rapporto sessuale si evidenzia e concentra drammaticamente il problema del "consenso" in TUTTI i rapporti. Come quindi "educare" al rispetto, se la struttura di dominio e di possesso dell'attuale società è basata e "vegeta" sul NON RISPETTO? Forse dovremmo abituarci, quando entriamo in rapporto con l'altro, a chiedere il permesso, come si chiede: "E' permesso?", quando si entra in casa altrui. Il fatto è che oggi non si rispetta più nulla e si pensa di avere il diritto di calpestare tutto: noi stessi, gli altri esseri viventi, gli oggetti (e il lavoro di chi li ha prodotti) e la natura, in cui e di cui pur viviamo (male, per questo!).


26 novembre 2025

Sui risultati delle elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia si è detto tutto (ed anche "di più"!). Giustamente si è posto l'accento sull'aumento dell'astensionismo, arrivato al 56%. In base ai numeri assoluti, rispetto alle precedenti regionali, si dice che l'astensionismo abbia "danneggiato" di più i partiti di centro-destra che non i partiti del "campo largo": specie il PD, che è risultato in crescita. Vorrei fare una considerazione proprio sui risultati dei partiti del "campo largo", sul rapporto tra di essi e la leadership di Elly Schlein. La Schlein ha festeggiato i risultai come una vittoria dell'UNITA' del campo largo, secondo lo slogan (caro anche ai Riformisti e a Matteo Renzi). "Uniti si vince" (e si vincerà alle prossime elezioni nazionali del 2027, se non prima). Mi chiedo (e le chiederei!) però quanto sarà salda questa "unità" (anche quella INTERNA al PD!) al Referendum sulla Giustizia della prossima primavera. I risultati della Puglia (ma anche in parte quelli della Campania e del Veneto hanno visto un aumento sì del PD, ma della sua componente "riformista" (il vincitore, De Caro, si "vocifera" che sarà il futuro Segretario del PD!); un aumento della lista facente riferimento a Matteo Renzi, che ha superato la percentuale di AVS; un risultato non incoraggiante sia di AVS (Vendola NON è stato eletto), sia dello stesso M5S. Queste tre ultime elezioni regionali confermano quanto già emerso dalle precedenti: e ciò, a mio avviso, dovrebbe allertare e preoccupare Elly Schlein. Come dovrebbe preoccuparla il perdurante astensionismo, che certifica che non è riuscita ad attrarre quella fascia di elettori che magari avevano creduto al programma di "rinnovamento radicale" del PD che le aveva consentito di diventare Segretaria del PD. Il problema è che la "minoranza" del PD (cioè i suoi "cacicchi") l'hanno "immobilizzata": e si apprestano a sostituirla. Forse Elly Schlein "si sacrifica" per il bene supremo del Partito. A mio avviso, è puro e semplice autolesionismo. Peggio: è fare un lavoro i cui buoni risultati saranno "goduti" e utilizzati da altri: quegli stessi che si volevano "mandare in pensione"!


27 novembre 2025

Sul piano internazionale le notizie non sono buone. Totalmente "distratti" dal Piano Trump sull'Ucraina, ci siamo "dimenticati di Gaza e del Medioriente. la cosiddetta "tregua" (a parte la restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani, quasi completata) è praticamente inesistente. Israele continua a bombardare la parte di Gaza non occupata dall' IDF, con numerose morti anche di donne e bambini; gli aiuti umanitari sono al lumicino e i gazawi continuano a morire di fame, di malattie e sotto le forti e tempestose piogge e allagamenti di un inverno precoce. Israele ha ripreso a bombardare Beirut, a sparare contro l'UNIFIL, malgrado le proteste del premier libanese. Anche in Libano la "tregua" è frequentemente e impunemente violata. Sembra che, cloroformizzata dallo "storico" Piano di pace trumpiano, l'indignazione, le proteste e le "mobilitazioni oceaniche" della società civile e dell'opinione pubblica italiana ed europea (ma anche l'azione di condanna e di pressione dei Governi) si siano liquefatte come neve al sole. Forse in altre faccende afaccendati... Siamo tutti "ipnotizzati" dall' ennesimo "jeu de prestige" trumpiano: la realtà è che Ucraini e Russi continuano a bombardarsi e ad uccidersi a vicenda. E la UE continua a parlare di nuovi finanziamenti e armi all'Ucraina A questo proposito, ieri è successo un fatto gravissimo: al Parlamento europeo si è verificata, per la SECONDA VOLTA, una nuova maggioranza. Il PPE con tutti gli altri gruppi di destra e estrema destra ha bocciato un emendamento presentato da PSE, Verdi e Sinistra che escludeva TUTTE le forme di armamenti vietate dal diritto internazionale: e non solo armi ad uranio impoverito, bombe al fosforo, mine antiuomo, ma anche BOMBE e ORDIGNI NUCLEARI di qualsiasi dimensione (come quelli trasportabili e utilizzabili con i droni). Questa decisione, se convalidata e resa operativa dalla Commissione europea, a me fa tremare i polsi: e non so come possa essere passata sotto silenzio nella stampa italiana, a parte l'unica eccezione, a quanto mi risulta, del quotidiano "l'Unità" di stamattina, 27 novembre. Oltre a ciò, questa è un'ulteriore dimostrazione della pericolosità e autodistruttività del percorso in cui la sinistra italiana ed europea si è imbarcata, quando ha approvato le politiche di riarmo, rendendosi succube della fallace ideologia dell'armamento DIFENSIVO.

Elena Drago
Se ho capito bene dalla lettura dei giornali stamattina a radio 3, c'è un articolo o un inserto dedicato agli armamenti sul Manifesto di oggi

Umberto Puccio Elena Drago, Sì, ma quello sul Manifesto, almeno da quanto detto nella Rassegna stampa Radio 3, non si riferiva alla votazione del Parlamento europeo, citata da "l' Unità". Ma può darsi che mi sbagli: comunque rimane grave che nessun altro giornale ne abbia parlato.


28 novembre 2025

Su "Il Manifesto" di stamattina, 28 novembre, è uscito un lungo editoriale di Edgard Morin, di cui consiglio un'attenta lettura, perché evidenzia la regressione politico-culturale del mondo contemporaneo, in netta e stridente contraddizione con i giganteschi e veloci progressi e le quasi sovrumane potenzialità tecnico-scientifiche, che Internet, la digitalizzazione e l'AI rendono possibile. Questa enorme distopia, tra l'essere rimasti sul piano cultural-sociologico-politico all' età della pietra e l'avere, per converso un potere tecnologico-scientifico quasi da Dio, non può non porci la domanda sul pericolo esistenziale per tutta l'umanità che questo potere ci sfugga di mano e ci porti alla rovina. Edgard Morin è un filosofo-sociologo (ed anche antropologo ed epistemologo) francese di 104 anni, che ha da decenni analizzato i fenomeni socio-culturali ed economici della società capitalistica, anche nelle loro sovrastrutture ideologiche. Confesso che Morin è stato per me un "maestro": comunque, nella cultura europea, è uno degli ultimi "pensatori a tutto tondo" che ci sono rimasti. La lettura delle sue tante opere, dalla fine degli anni '50 ad oggi (65 anni!), è strumento essenziale per capire la nostra storia e la nostra società.
C' è un altro intervento di cui consiglio la lettura: l'editoriale di Franco Cembriani (sul quotidiano trentino "il T" di stamattina) intitolato "La privatizzazione della sanità". In base all'analisi indipendente presentata dal presidente della fondazione Gimbe al 20° forum Risk Management di Arezzo sullo stato della nostra sanità pubblica, Cembriani conclude che da questa analisi non emerge un quadro confortante: "I molti dati statistici in essa contenuti confermano, infatti, il continuo e progressivo indebolimento (declino) del Servizio sanitario nazionale e la parallela crescita dei soggetti privati (profit e non profit) che forniscono servizi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie". Questo ormai evidente quasi totale privatizzazione riguarda anche il Trentino, il cui Servizio sanitario nazionale era ritenuto, sino a non molti anni fa, uno dei migliori e più "funzionanti" di tutta Italia. Posso, per diretta esperienza personale dal 2000 ad oggi, che l'articolo di Franco Cembriani è condivisibile parola per parola.


29 novembre 2025

Stamattina, 29 novembre, a seguito dello sciopero di ieri, indetto dalla FIEG, sono usciti solo i quotidiani vicini o sostenitori della coalizione di Governo. Questa è già di per sé stessa una ben precisa indicazione politica, che va al di là del diritto alla libertà di sciopero. Mi ha però colpito in particolare l'editoriale di Claudio Cerasa su "Il Foglio", in cui si commenta in modo positivo l'intenzione del ministro della difesa, Guido Crosetto, non solo di aumentare di 30mila unità, con una sorta di "leva volontaria", gli effettivi dell' esercito italiano, ma anche di "spoliticizzare" il tema della difesa, affidandolo ai "tecnici" del settore, cioè ai MILITARI (di cui sono previste molte future audizioni al PARLAMENTO, come utili suggerimenti di "esperti" e come detentori - e questa è la cosa più grave - della verità della situazione di guerra con la Russia. Dietro la finzione della "neutralità tecnica" si nasconde, a mio avviso, il tentativo di sottrarre alla politica e al Parlamento la funzione decisionale di valutazione e di indirizzo della politica della difesa e di trasferirla agli "esperti " militari. Ritengo molto grave e pericoloso che diventi realtà questa "intenzione" di Crosetto, che tanto piace a Claudio Cerasa (e a Giuliano Ferrara!). Mi fa pensare ai golpe militari sudamericani (ed oggi presenti in tutto il mondo, negli Stati a "debole" democrazia). Che ciò possa succedere anche in Italia non è da escludersi, dato lo stato della sua democrazia ("a bassa intensità", come dice Mattarella!). E invece noi ci trastulliamo sulla domanda "amletica" se Elly Schlein avrà uno scontro unico e diretto con Giorgia Meloni alla prossima festa di Fratelli d' Italia, come se Atreiu fosse l'effettivo e d ufficiale agone della politica italiana: e come se qui si decidesse chi è il leader della coalizione di centro-sinistra. A mio parere, sia Schlein, sia Conte sbagliano e ha ragione il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, a dire che il posto giusto per "confrontarsi" con Giorgia Meloni è il Parlamento (e non Atreiu!).
In questi ultimi giorni un altro argomento che ha monopolizzato le prime pagine dei quotidiani, dei Telegiornali, dei Talkshow televisivi e dei social media è stato (e continua ad essere) quello de "la casa nel bosco": cioè la decisione di un giudice del Tribunale dei minori di sottrarre dalla potestà genitoriale tre figli minorenni e di affidarli alla struttura pubblica di custodia. Non mi sembra corretto entrare nel merito delle motivazioni del giudice su cui, si è detto di tutto e di più e, come al solito, ci si è schierati in due opposte tifoserie, con uso di parole "sopra le righe". Trattandosi di una questione "delicata", occorrerebbe, a mio avviso, tenere toni bassi e avere rispetto della sensibilità e delle scelte dei genitori, anche se non le si condividono. Casi simili ci sono strati in passato e ci saranno in futuro. Essi riguardano infatti il rapporto (potenzialmente conflittuale) tra pubblico e privato, tra interesse generale e interesse dei singoli, tra Stato e Famiglia (in quanto Stato "naturale" di base). Come nel caso della proprietà privata individuale in cui la nostra Costituzione prevede dei limiti (possibilità di "esproprio" per motivi di interesse generale; così, anche nel caso della potestà e decisionalità genitoriale nei confronti di figli minorenni è previsto una deroga a tale potestà, qualora essa vada contro il reale interesse e le "normali" condizioni di vita dei figli minorenni. Nel caso specifico c' è stato un sovradimensionamento dovuto ad una strumentalizzazione politico-partitica e ad una conflittualità ideologica (del tutto artificiosa, a mio parere) tra fautori di uno stile di vita più "naturale" ("ecologico" e rispettoso dell'ambiente) e "antiecologisti", che qui si atteggiano a difensori della famiglia contro le "ingerenze" dello Stato. La "strumentalizzazione" (e relativo sovradimensionamento) di questo caso è dovuta al fatto che siamo già in campagna elettorale per il prossimo Referendum Costituzionale sulla Giustizia e rientra nella strategia dei partiti di governo l'attacco e la delegittimazione dei giudici. C'è pero un altro aspetto che mi sembra utile sottolineare: l'ambivalenza di quella struttura sociale di base che è la famiglia: da una parte essa si sostituisce allo Stato nelle "mancanze", "insufficienze" e "inadeguatezze" di quest' ultimo, diventando l'effettivo "welfare state"; dall'altra, per le caratteristiche culturali della storia italiana, il cosiddetto "familismo" (o mentalità del "clan", del "favoritismo" agli appartenenti al proprio gruppo) rende debole, se non quasi inesistente, il senso dello Stato e dell'interesse pubblico. Questa "malattia" (direi quasi genetica) è molto dura a curarsi e ad essere estirpata. Purtroppo, è una brutta e ingombrante eredità di molti secoli di storia italiana. Anche il finto e disastroso "statalismo" del ventennio della dittatura fascista ha fatto sì che, per reazione, si continui a considerare "nemico" anche lo Stato democratico repubblicano postbellico. Per questo, al contrario degli altri Paesi europei, in Italia lo Stato non funziona: e chi ha cercato (debolmente, in verità) di farlo funzionare ha fatto un buco nell'acqua.


IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

SABATO 18.11.2023
SABATO 25.11.2023
SABATO 02.12.2023
SABATO 09.12.2023
SABATO 16.12.2023
SABATO 23.11.2023
SABATO 30.11.2023
SABATO 06.01.2024
SABATO 13.01.2024
SABATO 20.01.2024
SABATO 27.01.2024
SABATO 03.02.2024
SABATO 10.02.2024
SABATO 17.02.2024
SABATO 24.02.2024
SABATO 02.03.2024
SABATO 09.03.2024
SABATO 16.03.2024
SABATO 23.03.2024
SABATO 30.03.2024
SABATO 06.04.2024
SABATO 13.04.2024
SABATO 20.04.2024
SABATO 20.04.2027
SABATO 04.05.2024
SABATO 11.05.2024
SABATO 25.05.2024
SABATO 01.06.2024
SABATO 08.06.2024
SABATO 15.06.2024
SABATO 22.06.2024
SABATO 29.06.2024
SABATO 06.07.2024
SABATO 13.07.2024
SABATO 20.07.2024
SABATO 27.07.2024
SABATO 03.08.2024
SABATO 10.08.2024
SABATO 17.08.2024
SABATO 24.08.2024
SABATO 31.08.2024
SABATO 07.09.2024
SABATO 14.09.2024
SABATO 21.09.2024
SABATO 28.09.2024
SABATO 05.10.2024
SABATO 12.10.2024
SABATO 19.10.2024
SABATO 26.10.2024
SABATO 02.11.2024
SABATO 09.11.2024
SABATO 16.11.2024
SABATO 23.11.2024
SABATO 30.11.2024
SABATO 07.12.2024
SABATO 14.12.2024
SABATO 21.12.2024
SABATO 28.12.2024
SABATO 04.01.2025
SABATO 11.01.2025
SABATO 18.01.2025
SABATO 25.01.2025
SABATO 01.02.2025
SABATO 08.02.2025
SABATO 15.02.2025
SABATO 22.02.2025
SABATO 01.03.2025
SABATO 08.03.2025
SABATO 15.03.2025
SABATO 22.03.2025
SABATO 29.03.2025
SABATO 05.04.2025
SABATO 12.04.2025
SABATO 19.04.2025
SABATO 26.04.2025
SABATO 03.05.2025
SABATO 10.05.2025
SABATO 17.05.2025
SABATO 24.05.2025
SABATO 31.05.2025
SABATO 07.06.2025
SABATO 14.06.2025
SABATO 21.06.2025
SABATO 28.06.2025
SABATO 05.07.2025
SABATO 12.07.2025
SABATO 19.07.2025
SABATO 26.07.2025
SABATO 02.08.2025
SABATO 09.08.2025
SABATO 16.08.2025
SABATO 23.08.2025
SABATO 30.08.2025
SABATO 06.09.2025
SABATO 13.09.2025
SABATO 20.09.2025
SABATO 27.09.2025
SABATO 04.10.2025
DOMENICA 12.10.2025
SABATO 18.24.2025
SABATO 01.11.2025
SABATO 08.11.2025
SABATO 15.11.2025
SABATO 22.11.2025

RIFLESSIONI

  1 – Riflessioni
  2 – Principi irrinunciabili
  3 – Tesoretto
  4 – La scuola
  5 – Catalogna e affini
  6 – Competenze
  7 – Identità e diversità
  8 – Identità e diversità 2
  9 – Igiene lessicale
10 – Democrazia
11 – Anniversari
12 – Tifosi d'Italia, l'Italia s'è desta
13 – Popolo!
14 – Né patria, né matria, “FRATR ÍA”
15 – L'ipocrita polemica sulle “fake news”
16 – Il discorso di Fine d'anno
17 – Neologismi
18 – La retorica dell'”anniversario”
19 – Smartphonite
20 – C'era una volta il dialogo!
21 – La crisi istituzionale che viene da lontano
22 – Dissesto idrogeologico e Legge urbanistica
23 – Le parole della politica: autonomia
24 – Europa ed europeismo
25 – La Svolta
26 – Le parole della politica: "statalismo"
27 – Le parole della politica: "sviluppo", "sostenibilità", "sostenibile"
28 – Utopia
29 – Le parole della politica: semplificazione, macchina burocratica, statalismo
30 – Le parole della politica: "giustizialismo" "garantismo"
31 – L'insegnamento delle pandemia
32 – Le parole della politica: diritti libertà,responsabilità, potere decisionale
33 – "Etica del Sacrificio" ed "Etica della Rinuncia"
34 – Homo insaziabilis
35 – Le parole della politica: "purtroppo"
36 – Economia e Politica
37 – Politica e Giornalismo politico
38 – Parlamento e Governo
39 – "Fake(new)democrazia" o "il sonno della ragione genera mostri"
40 – Le parole della politica: competenza, competente
41 – Le parole della politica: liberalizzazione, esternalizzazione, privatizzazione
42 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio 43 – La Coppa e San Gennaro
44 – Kabul, l'America e l'Europa
45 – Julian Assange
46 – Astensionismo
47 – Delega fiscale
48 – La destra coerenza di Renzi
49 – Successo o bla bla bla ?
50 – Pandemia e cambio di paradigma: bilancio provvisorio
51 – Il Presidente
52 – Quirinale: il gioco dell'oca
53 – Non esistono guerre giuste
54 – Le parole della politica: realismo
55 – Le parole della politica: realismo
56 – Mattarella e la sostenibilità ambientale - Draghi e i sassolini nella scarpa
57 – Privatizzare
58 – Guerra, pace e pacifismo
59 – Il PD prossimo venturo
60 – La rivoluzione di Bergoglio
61 – Quirinale: il gioco dell' oca
62 – Auguri di Pasqua - Costituzione disattesa - Stato di eccezione e di necessità
63 – La riforma della Costituzione
64 – Presidenzialismo alla francese?
65 – Il “caso” Rovelli
66 – Il Presidente e l'etnia
67 – Festa della Repubblica
68 – Tutti i nodi vengono al pettine
69 – "Modificavit ridendo mores"
70 – Oligarcomachia
71 – La strategia della torsione
72 – 11 settembre 1973 - 11 settembre 2001
73 – Fuoco incrociato
74 – Gianni Vattimo
75 – Onnipotenza della tecnologia?
76 – A quale scopo?
77 – Logica duale
78 – Le parole della politica
79 – Antisemitismo
80 – In margine ad alcuni articoli…
81 – Premierato
82 – Quante storie
83 – Il congiuntivo


Condividi su Facebook

Segnala su Twitter

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net

Commenti anonimi non saranno pubblicati


in su pagina precedente

  29 novembre 2025